riso Goio dop s. andrea

Riso S. Andrea “Goio”

Riso S. Andrea Goio 1 kg. Riso di Baraggia biellese e vercellese DOP. Il Riso Goio si distingue per la sua elevata capacità di eccellere alla realizzazione di ogni tipo di piatto: dai più raffinati risotti, alle minestre, dolci o semplicemente lessato come contorno.
Da molti Chef è apprezzato per la sua elevata cremosità che permette di non fare uso di panna, burro o formaggio per la mantecatura. Ciò lo rende molto apprezzato per chi, non volendo rinunciare alla buona cucina, ha un occhio di riguardo per la salubrità dei cibi e per la… dieta!

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Descrizione

Riso S. Andrea Goio, riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP.

riso goio s. andreaIl Riso S. Andrea DOP è uno dei risi più rappresentativi e fiore all’occhiello della Baraggia.  Dai chicchi affusolati e più piccoli rispetto ai tradizionali risi impiegati per il risotto, questa pregiata varietà presenta un’ottima capacità di assorbire i condimenti ed in cottura ha un notevole rilascio di amido, il che lo rende perfetto per risotti cremosi.

Zona di Produzione.

La Baraggia è un’area pedemontana compresa tra le province di Vercelli e Biella: un prezioso territorio che dalle Prealpi del Monte Rosa si estende verso la pianura ed è attraversato dai torrenti Cervo ed Elvo. Il clima e la conformazione del territorio determinano un particolare sviluppo vegetale: i chicchi delle varietà coltivate in Baraggia presentano caratteristiche organolettiche peculiari tra cui spicca la piacevole consistenza.

La produzione Goio del riso S. Andrea.

Dal 1929 coltiviamo le nostre terre con amore e rispetto per la natura, ma senza tralasciare nuove tecniche colturali e le più avanzate tecnologie agronomiche.



La coltivazione avviene sotto il controllo dell’ Ente Nazionale Risi che insieme al CONSORZIO DI TUTELA DEL MARCHIO vigila sul rispetto delle prescrizioni previste dall’ apposito disciplinare di produzione a garanzia del prodotto.

Negli ultimi anni ci siamo orientati sull’avvicendamento colturale: riso dopo di soia. Come il nonno già faceva molti anni fa, si è così reintrodotta la rotazione dei terreni. Dopo 2 anni di soia viene risistemato il terreno con lama a controllo laser per poter effettuare nel migliore dei modi la semina del riso in asciutta a file interrate e non, come si fa normalmente, a spaglio con risaie sommerse. Questa tecnica abbinata consente un minor uso di prodotti chimici e un notevole risparmio d’acqua, bene da noi considerato molto prezioso, limitando l’ impiego di questa a poche settimane di lavoro.

Il Riso Goio viene lasciato naturalmente maturare il più possibile sul campo prima della mietitura. A questo punto entra in azione una mietitrebbia computerizzata che separa i chicchi di risone (riso ancora grezzo) dalla paglia, questa viene lasciata in campo per fornire sostanza organica come nutrimento per la coltivazione dell’ anno successivo.
Il prodotto viene successivamente portato al centro di essicazione aziendale dove lentamente viene riscaldato e ventilato per togliere l’umidità in eccesso: si porta da una percentuale d’acqua iniziale del 20/22% a una finale del 13%, ideale per una buna lavorazione e conservazione.

Nell’ ultima lavorazione, la più delicata il riso viene sottoposto a sbiancatura e perde per abrasione anche la sua pellicola argentea.
Nella seguente fase si potrebbe ottenere la rottura dei granelli, questa se pur consentita per legge fino ad una certa percentuale, viene da noi scartata per poter fornire al consumatore un prodotto migliore.
Ora il riso potrebbe essere pronto per le vostre tavole ma, il Riso Goio, viene ancora lasciato riposare in ambiente privo di ossigeno per alcuni mesi per migliorare così la sua conservazione.

riso Goio S. Andrea Baraggia

L’ Azienda “Goio”.

La famiglia Goio ha iniziato la sua tradizione nel campo del riso grazie al fondatore Ernesto che nacque nel 1903. Nel 1929, dall’area di Novara si trasferì a Rovasenda dove diede vita all’attività affittando i terreni agricoli dei Conti di Rovasenda, nel cuore dell’area pedemontana detta Baraggia Vercellese, terreni argillosi che si prestano alla coltivazione del riso grazie a questa caratteristica naturale. Nel corso degli anni, Ernesto, acquistò parte delle terre e nel 1964 grazie all’arrivo di Pietro in azienda è stato possibile incrementarne le superfici adibite a coltivazione. In seguito fu Emanuele che, da sempre convinto che il riso coltivato nel territorio della Baraggia avesse qualità superiori, aderì con entusiasmo alla valorizzazione della “Dop riso di Baraggia Biellese e Vercellese”, riconoscimento Europeo ottenuto nel 2007. Emanuele continua la tradizione di famiglia con grande passione, quella passione che rende il riso Goio unico nel suo genere.

Informazioni aggiuntive

Peso 1 kg
Dimensioni 15 × 7 × 20 cm

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