Devis Pinto. Classe 1995.

devis pintoDevis Pinto è a oggi un giovane cuoco. Per sua stessa ammissione non ancora uno “chef”. Per essere chiamato chef ci vogliono anni di sacrifici, passioni butatte sul fuoco, idee sfornate durante le ore buche e tanta esperienza in cucina.

Perchè la cucina?

L ‘ ho capito praticamente da piccolo. La cucina ha sempre fatto parte di me, venendo da una famiglia dove entrambi i genitori erano cuochi e quindi dove il contatto con il cibo e i suoi misteri era quotidiano. Poi vedendo nonna che ogni domenica preparava pasta fresca o lasagne, oppure con quel po’ che aveva riusciva a mettere a tavola l’ intera famiglia nella gioia di stare insieme e essere felici di arrivare a quel pranzo domenicale, mi è scattata la scintilla del “se io sono felice posso rendere anche io felici le altre persone”. Quindi ho deciso che, attraverso la cucina, il mio obbiettivo era quello di soddisfare il cliente al palato rendendolo felice e facendogli rivivere le stesse emozioni che sentivo io da bambino.


La sua parola d’ ordine è “felicità”. Vedere che la sua cucina rende felice chi ha il piacere di provarla, lo avvicina alle nuvole, gli lascia un sorriso indelebile sul viso. La sua cucina è condivisione di stati d’ animo personali con le persone che lo circondano.

Devis Pinto. Il cuoco e le sue origini.

Ho cominciato a 13 anni a cucinare carne proprio perché oltre allo studio di 5 anni di alberghiero ero ambizioso di espormi nel mondo del lavoro. La prima esperienza la feci a Bassano del Grappa, ma ho fatto esperienze anche in strutture e ristoranti in Italia cercando di imparare a 360° tutto ciò che mi veniva detto. Leggere, ascoltare chi ne sà più di te e trarre beneficio da tutti i grandi chef che ho affiancato.

Dire che sono chef è ancora presto. Diciamo che sono cuoco aspirante chef perché comunque lo sappiamo che il percorso per essere chef è molto lontano e chef si diventa con l’ esperienza e tanto studio. Quindi io ancora oggi non ho mai smesso di abbandonare i libri di scuola e continuerò a studiare per i miei obiettivi.
devis pinto in cucinaLa musa ispiratrice è stata mia madre.  Lei non mi ha mai obbligato a fare questo mestiere. Ma una frase che mi ripeteva spesso era ” fai tutto ciò che ti rende felice ” e io di quella frase ne ho fatto il mio lavoro, la mia professione e la mia vita. Io vivo essenzialmente per la mia cucina. La frase “” fa ciò che ti rende felice “” è la frase che io prendo per spunto nei miei momenti più tristi e ripensando spesso mi serve per andare avanti e darmi forza per dare sempre il meglio.


Devis Pinto. La sua cucina.

Scelgo personalmente gli ingredienti per le mie ricette. Valorizzare le materie prime e reinterpretarle con accostamenti nuovi strizzando l’ occhio alla tradizione.  Attenzione, utilizzo oculato e attento delle materie prime che portano a pochissimi scarti di lavorazione.
Nella mia cucina non rinuncerei mai ai fondi, ai brodi, alle basi che uso per il mio modo di lavorare. La mia cucina è una cucina gourmet rivisitata in chiave moderna. Ma la tradizione rimane sempre con me e fa parte della mia piatti. Io faccio personalmente i brodi di carne, pesce, vegetali, i fondi bruni, Amo avere basi tradizionali  che principalmente servono per fare i sapori in una cucina gourmet. Ricordiamo che una cucina gourmet non è una cucina a sé. Ma il gourmet è la rivisitazione del tradizionale ma con più accuratezza e con la consapevolezza di ciò che si fa con lo studio.

I miei piatti forti sono principalmente paste ripiene e risotti. Mi hanno segnato molto nel mio passato guardando i mie genitori e ancora ora studio per avere e cercare impasti e accostamenti nuovi.
Nella mia famiglia, come nella mia cucina, non troverete prodotti precotti, pronti o in scatola. Perché la mia famiglia mi ha sempre insegnato a fare tutto e mangiare cibo sano. La tradizione è nel cuore, quindi la porto ancora e sempre con me. Tradizione e qualità degli ingredienti, freschezza assoluta.
Non è da me consigliare piatti perché non sono un venditore ambulante. Lascio semplicemente che la gente mi cerchi.
Per mia scelta personale perché preferisco aver accanto poche persone ma sincere, piuttostoche tante e che alla fine non riescono a darmi nulla. Quindi quelle persone che mi sono vicine e che mi danno amore e forza, mi danno quella carica che io mi voglio portare in cucina. Perchè io vivo di emozioni e  la mia cucina è creata dalle emozioni, quindi se per me non ci sono emozioni non c’è neppure la mia cucina.

Il celebre Heinz Beck dice ” si cucina sempre per qualcuno…. Altrimenti state soltanto preparando da mangiare “e io questa frase l abbraccio totalmente.

Devis Pinto.